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La
peste americana è una delle malattie della covata più diffuse e gravi.
La causa è da ricercarsi nel bacillo Bacillus larvae White,
gram-positivo, mobile e sporigeno. Misura da 2 a 5um in lunghezza e
0,5-0,8um in larghezza. Le spore di questo bacillo, responsabili del
proliferarsi della malattia, hanno una elevata resistenza a tutti gli
agenti chimico-fisici. Per capire l'importanza della resistenza di queste
spore basta considerare che alla temperatura di 100°C vengono uccise solo
dopo 11-30 minuti. Se esposte ai raggi U.V. e X vengono distrutte in 15
minuti. Questa resistenza spiega le difficoltà nel curare la malattia.
Sintomi: dalla foto si evidenzia un favo affetto da peste
americana. Un favo colpito da peste americana si presenta con celle
opercolate disposte in modo disordinato. Gli opercoli delle celle
contaminate (contenenti larve morte) hanno normalmente un colore scuro,
concavi e/o lacerati. La variazione del colore della larva da bianco
diventa bruno scuro nel giro di una o due settimane ed è pre questo che
si ha una ulteriore difficoltà a diagnosticare per tempo questa
patologia. Quando la larva è morta e si tenta di estrarla con l'apposito
stecchino, forma dei lunghi filamenti, come da foto. Lo sviluppo della
malattia si accelera nel mesi estivi, ma può manifestarsi in qualunque
stagione (dalla primavera all'autunno).
Propagazione: avviene tramite spore e normalmente si diffonde in
altre famiglie con il saccheggio o ad opera dell'apicoltore ignaro durante
lo scambio dei favi o nella riunione di famiglie.
Profilassi e cura: in caso di poche famiglie infette (e soprattutto
deboli) è necessario sopprimerle anche nei casi meno gravi per evitare la
propagazione della patologia a famiglie sane. Nel caso di famiglie forti
si può procedere con il sulfatiazolo, terramicina e cloridrato di
tetraciclina. Sia il primo farmaco che i secondi vanno somministrati in
tre fasi con dosi rispettivamente di 1 g per il sulfatiazolo, 0.5 g per la
terramicina e 0.5 per la tetraciclina sciolti in 33cl. di sciroppo
zuccherino. Vi invitiamo, comunque, a contattare il
veterinario della vostra USL in caso di infezioni.
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