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La pubblicità, e
non solo, ci imprime una immagine del miele che è quella di un liquido denso,
quasi oleoso. Questa immagine condiziona il consumatore di miele non informato,
diremmo il consumatore "non abituale". Un miele che si presenta
cristallizzato e compatto viene spesso rifiutato perché ritenuto non conforme
ad un standard. Molti, un tempo, ritenevano che al miele che si presentava
sottoforma compatta fosse stato aggiunto dello zucchero. Oggi, grazie
all'informazione, i consumatori sono più attenti e quasi tutti sanno che tutti
i mieli sono liquidi al momento dell'estrazione dai favi e che inevitabilmente
tutti tendono a cristallizzare in un tempo più o meno lungo. Il tempo di
cristallizzazione dipende da molti fattori: soprattutto dalla temperatura di
conservazione, dall'origine e non meno dai fattori meccanici e fisici delle fasi
di lavorazione. Ma vediamo, in sintesi, perché un miele cristallizza: la
cristallizzazione è dovuta al fatto che i mieli sono soluzioni sovrassature di
zuccheri. In sostanza contengono più zuccheri disciolti di quanto ne possano
mantenere stabilmente in soluzione. Il processo naturale che ne deriva è la
precipitazione degli zuccheri in eccesso sottoforma di cristalli. Vi sono poi
mieli che cristallizzano più facilmente di altri e questi sono quelli ricchi di
glucosio (colza, girasole e tarassaco) e mieli che non cristallizzano o la
cristallizzazione è parziale e richiede lungo tempo, questi mieli sono poveri
in glucosio e ricchi in fruttosio (acacia, melata,
castagno). A temperature fresche (14 °C - 16 ° C) la cristallizzazione
si velocizza, mentre a temperature molto basse (congelatore) o calde (periodo
estivo) si blocca. Agitare un miele liquido può accelerare il processo di
cristallizzazione per la semplice ragione che i cristalli tendono ad unirsi. La
scelta di un miele liquido o cristallizzato, e dunque compatto, dipende dai
nostri gusti ma un consumatore deve sapere che solo pochi mieli rimangono
liquidi: l'acacia, il castagno e le melate.
Un miele, ad esempio di girasole, che sia perfettamente liquido (con le
considerazioni di cui abbiamo parlato) è un miele sottoposto a raffinazione.
Infatti per rendere i mieli liquidi si ricorre ad un processo di rifusione
(riscaldamento) ed è noto che riscaldare il miele decurta alcune delle
sue proprietà naturali. Possiamo scegliere un miele cristallizzato e riportarlo
allo stato liquidi con un opportuno riscaldamento casalingo (a bagnomaria con
temperatura non superiore a 40°C) oppure acquistare un miele naturalmente
liquido e conservarlo in congelatore. Un miele cristallizzato è un miele che
non cola e viene percepito come meno dolce. Ci auguriamo di aver risolto qualche
dubbio, ma sicuramente la scelta del miele rimane un una fattore che si basa
esclusivamente sul proprio gusto. Alla luce di quanto detto ci sentiamo di consigliare la manipolazione e la conservazione del miele alla stregua dei vini.
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