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Università di San Diego, California. I biologi hanno scoperto che alcune
specie di api sono in grado di individuare e comprendere le "idee chimiche"
lasciate da altre specie di api per guidare le loro compagne verso una fonte
di cibo. Ciò confermerebbe l'ipotesi della pratica, ad opera delle api, di
"spiare" e diffondere le informazioni sulle fonti di cibo all'interno di un
alveare.
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Api specie
Melipona in alimentazione.
(Photo Credit: James
Nieh, UCSD)
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Le api utilizzano due principali mezzi di comunicazione per comunicare alle
proprie compagne le sorgenti di cibo: suoni o danze compiute all'interno
dell'alveare o marcatori "olfattivi" per individuare e/o localizzare il
percorso verso la fonte di cibo. Nel 1999 il professor James Nieh,
assistente di biologia all'università UCSD, pubblicò una nota in cui
ipotizzava che l'evoluzione della comunicazione all'interno dell'alveare
poteva essersi evoluta come un modo per evitare lo "spionaggio" tra
"famiglie di api competitrici", in una zona.
Recenti studi del professor Nieh, in collaborazione con alcuni biologi
Brasiliani, avvalorano questa ipotesi dimostrando, di fatto, che le api
usano marcatori chimici depositati da altre specie di api per guidarle verso
le fonti di cibo. La pubblicazione dello studio del professor Nieh è attesa
per Agosto 2004 dalla Royal Society.
"Dimostriamo che le bottinatrici di una specie aggressiva in cerca di
sorgenti di cibo, che non emana fragranze, utilizza i marcatori chimici di
un'altra specie, depositati precedentemente sulla fonte di cibo, per
comunicarlo alle compagne che rapidamente cercano di sopprimere le api della
famiglia che inizialmente ha individuato la sorgente nettarifera. L'abilità
delle bottinatrici di comunicare il luogo di provviste dentro i confini
dell'alveare, dove altre api non possono spiare, è dunque un chiaro
vantaggio dove le risorse di cibo sono scarse".
Nieh in collaborazione con Felipe Contrera e Vera Imperatriz-Fonseca
dell'Università di San Paolo del Brasile e Lillian Barreto dell'ADA dello
stato di Bahia, hanno studiato le interazioni tra due specie di api: Trigona
spinipe e Melipona rufiventris, per confutare le tesi di Nieh. Entrambe le
specie sono senza pungiglione. Poichè la Trigona spinipe è però fortemente
aggressiva, i ricercatori hanno ipotizzato che se queste api potessero
utilizzare lo "spionaggio" chimico-(odoroso) sarebbero in grado di detenere
il controllo della sorgente di cibo a discapito della Melipona rufiventris,
alla quale inizialmente viene fatta scoprire la sorgente nettarifera marcata
chimicamente, per prima, dall'ape Melipona.
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Ape specie Trigona spinipe
nella fase di aggressione di un'ape "assassina".
(Photo Credit: James
Nieh, UCSD)
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"Queste api (Trigona spinipes) sono talmente aggressive che addirittura
attaccano le api africanizzate -- popolarmente conosciute come api
assassine -- ed attaccano anche piccoli uccelli allontanandoli dalle
sorgenti di cibo."Nei loro esperimenti, i ricercatori hanno istruito le api
delle due specie ad alimentarsi in nutritori inodori, contenenti acqua e
zuccero, ad una distanza di circa 90 metri l'uno dall'altro. Su dei dischi
di carta i ricercatori hanno raccolto così i marcatori chimici-olfattivi
delle due specie di api. I marcatori chimico-olfattivi sono secreti da
particolari ghiandole localizzate sulla testa delle api, e in altre parti del
corpo, che vengono utilizzate per indicare una sorgente di cibo.
Successivamente i ricercatori hanno coperto i nutritori originari di
entrambe le specie di api e posto dei nutritori fittizi in un nuovo posto
con dischi di carta marcati dalle due specie, da specie diverse dalla
Melipona e Trigona e da dischi non marcati affatto. Quello che si è
riscontrato è che le api di entrambe le specie sono state in grado di
distinguere i marcatori chimici della propria specie rispetto agli altri.
Il risultato interessante emerge da quanto dice il professor Nieh: "le api della
specie vittima (Melipona) preferivano i loro marcatori ed evitavano quelli
della specie aggressiva (Trigona), mentre le api della specie aggressiva,
quando cercava nuove fonti di cibo, preferivano, ai propri marcatori, i dischi
marcati dalla Melipona o i dischi neutri.
I ricercatori hanno evidenziato che la risposta delle api è di adattamento
in entrambe i casi: la specie vittima evita gli attacchi evitando sorgenti
marcate dalla specie aggressiva. Dall'altra parte, sfruttando le scoperte di
cibo dell'altra specie, le api aggressive tendono a scoprire e detenere le
nuove fonti di alimentazione.
Le api appartengono, dunque, ad un numero limitato di specie, a parte
l'uomo, in grado di codificare le informazioni del mondo esterno in segnali
comprensibili dalle loro comunità.
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anche parziale, della presente traduzione.
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