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Gli Egizi
prima e i Greci
successivamente, contribuirono notevolmente allo sviluppo dell'apicoltura e nel
raffinare le tecniche per l'utilizzo dei prodotti dell'alveare.
Il contributo decisivo fu apportato dai Romani i quali, grazie a personaggi come
Plinio e Dioscoride posarono le prime basi "scientifiche" nell'uso dei
prodotti dell'alveare e sulla loro origine.
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Plinio il
Vecchio |
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Dioscoride |
Proprio l'origine del propoli fu la causa di un
dibattito tra Plinio e Dioscoride, il primo asseriva che fosse raccolta dalle
api dalle gemme di alcune piante (Olmo, canna, ed altre) mentre Dioscoride
riteneva che fosse raccolta solo dalla pianta di Styrax.
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Fiori di
Styrax. |
Plinio, nella sua Naturalis Historia, descrisse
con dovizia di particolari la conduzione della vita delle api, limitatamente
alle conoscenze dell'epoca.
E' importante un piccolo brano in cui parla del propoli: <<...questa
sostanza viene spalmata prima all'interno dell'alveare e successivamente, con
l'aggiunta di altri succhi più amari, la usano contro la cupidigia di altri
piccoli animali, quasi fossero coscienti che il miele da loro prodotto sarà
molto ambito. Con gli stessi materiali costruiscono anche i percorsi all'interno
dell'alveare.>>
Plinio classifica il propoli in funzione dell'uso che ne viene fatto dalle api: Commosis
con il quale le api igienizzano l'alveare, Pissoceros mistura di propoli
e cera per la costruzione e per sigillare gli interstizi e rinforzare
i favi; in ultimo il Propolis
usato per costruire i percorsi vicino all'entrata dell'alveare.
Anche Dioscoride, nel suo Materia Medica, disserta sulle proprietà
mediche del propoli contro la tosse ostinata e per portare a suppurazione
schegge e spine.
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